domenica 5 giugno 2016

E-Zio Downgrade trasmissione 10V-->8V

Dopo 1200 km di utilizzo della E-mtb con kit BBS, sono arrivato a due conclusioni:
1) 10 velocità non servono
2) La linea catena è decisamente sfavorevole (la funzionalità non è compromessa, ma l'usura è importante)

Ho dunque pensato di ridurre il numero di pignoni della cassetta da 10 a 8, spostando il tutto verso l'esterno.
In questo modo ho ottenuto il duplice vantaggio di migliorare la linea catena ed eliminare peso inutile: infatti ho potuto eliminare due pignoni e soprattutto il guidacatena, indispensabile per non far deragliare la catena lavorando sul pignone 40T in configurazione originale.
Questo è il guidacatena in questione. Molto bello, ma se potessi eliminarlo sarebbe anche meglio, no?
Quello che non c'è non si rompe e non pesa...

Ecco quindi che mi accingo a tirar via il guidacatena e la ruota posteriore...

Per poi passare allo smontaggio della cassetta pignoni...

Visto che la cassetta prevede i primi 6 pignoni raggruppati a 3 a 3 in due gruppi (con flangia in ergal), non avevo molta libertà di movimento: ho eliminato i pignoni 7 e 9. Inoltre, visto lo spostamento verso l'esterno di tutto il gruppo pignoni, ho dovuto dare una bella limatina al braccio di tiro del cambio, perchè andava a interferire col 40T. Nella foto si vede anche il salto di denti tra l'11T e i due pignoni successivi.

Come detto, adesso la catena non deraglia quando lavora sul 40T, quindi il guidacatena non serve più. Ecco il colpo d'occhio, più scarno ed essenziale, del movimento centrale ripulito da ogni orpello.

La cambiata, come prevedibile, non è perfetta nel passaggio dal più piccolo ai due successivi, ma nemmeno così impossibile, ma in compenso il lavoro sui 6 pignoni più corti è decisamente migliore, con una linea catena meno estrema, così da avere cambiare più fluide e usura minore.

Nei prossimi weekend vedrò di testare la trasmissione come si deve...

domenica 10 aprile 2016

E-Mtb - Revisione forcella

Cominciamo col mettere la bici sul cavalletto da officina

Una volta tolta la ruota, allentate le viti della pipa di sterzo e dello spider, si può procedere alla rimozione della forcella (viene via facilmente sfilandola)

La parola d'ordine è PULIZIA. Tutto deve essere pulito e in ordine; è importante agire senza fretta, e ponderando bene ogni fase così da non fare pasticci. Capiamoci, la revisione della forcella è un'operazione semplicissima, ma è sempre bene agire con calma così da non trascurare alcun passaggio
Per prima cosa bisogna rimuovere il pomello del registro della frenatura idraulica in estensione; è sufficiente sfilarlo a mano, o se proprio non vuol venire via basta scalzarlo con un cacciavite

Una volta rimosso, si possono svitare le viti sul fondello dei foderi, che bloccano i puntoni di movimento della molla (stelo sx) e idraulica (stelo dx). Basta una chiave a brugola da 5mm
IMPORTANTE: non si devono svitare completamente le viti, ma solo allentarle un po', così da poter dare un colpetto con un martello morbido così da sbloccare i puntoni (che tendono a gripparsi sul fondo del fodero)


Una volta tolte le viti e sbloccati i puntoni, si può dividere la forcella in due parti, il ponte con gli steli e il corpo foderi

Nonostante meccanicamente non abbia bisogno di chissà quale manutenzione, è buona cosa dedicare un po' di tempo allo stelo che ospita la molla. Con una chiave da 24 si rimuove il tappo sulla piastra di sterzo, e si può sfilare la molla ed il puntone (che ha sotto di sè la contromolla)

Adesso è sufficiente dare una bella pulita allo stelo e alle molle, e rimontare il tutto. E' bene ingrassare molla, contromolla e anche il tappo di chiusura, così da agevolare al massimo i movimenti torsionali della molla durante il suo lavoro (la molla, oltre a schiacciarsi, tende ad avvitarsi su se stessa)


Una volta chiuso lo stelo della molla, si passa all'idraulica.
Rimosso il pomello del registro della frenatura in compressione, si usa la stessa chiave da 24 per rimuovere il tappo, che in realtà non è un tappo ma la cartuccia stessa.

E si rimuove il gruppo idraulico: cartuccia e puntone (con fondello di tenuta)


A questo punto si svuota l'olio vecchio, si pulisce bene l'interno dello stelo, si reinserisce il puntone (che col suo fondello assicura ermeticità alla camera idraulica) e si inseriscono 200ml di olio nuovo (SAE 5), dopodichè si richiude il tutto.
NOTA (1): Al momento di reinfilare il puntone (da fare ovviamente PRIMA del cambio olio...) e farlo passare nel foro di fondo dello stelo, è utile agganciarlo con una vite a brugola per guidarlo meglio, mentre dall'altro lato lo si spinge con qualche puntello (io uso la prolunga di una chiave a cricchetto, ad esempio)


A questo punto si uniscono nuovamente il gruppo steli col gruppo foderi; l'operazione non è banalissima perchè l'allineamento non è mai perfetto, quindi bisogna forzare un po'. Occhio a non sforzare i parapolvere. A proposito di parapolvere, è bene ingrassarli prima di reinfilare gli steli, così come le boccole di scorrimento, poste poco sotto

NOTA (2): una volta riaccoppiata la forcella, inserire 15ml di olio più viscoso (SAE 10 o 15, ad esempio) nel fondello degli steli prima di chiudere i puntoni con le rispettive viti.

Una volta terminato il tutto, eseguire qualche pompata a mano per far circolare bene l'olio nel circuito.
A fine lavoro si percepisce immediatamente la differenza del rendimento idraulico, e l'efficacia delle regolazioni (man mano che l'olio si degrada, perdendo viscosità, la frenatura viene meno, così come la funzionalità dei registri)

BUON LAVORO!!






sabato 27 febbraio 2016

E-Zio - spostamento display -

La (brutta) caduta occorsami in Val del Diaol a Dicembre mi ha fatto riflettere...
Il display del kit Bafang è decisamente esposto, e quel che è peggio è che ha i cavi dalla lunghezza inadeguata: quello che dallo spinotto va al display è inutilmente lungo, mentre quello che va alla pulsantiera al manubrio è troppo corto, almeno per i manubrioni da 780 e oltre delle ultime mtb.
Inoltre cominciavo ad essere un po' stanco della sua sistemazione così invadente, sopra lo stem; mi dava l'impressione di eccessiva pesantezza, di essere "poco bici"...

Nella foto seguente si vede il cavo eccessivamente lungo di cui facevo cenno 

Ho pensato allora di smontare il vecchio display danneggiato nella caduta (nel frattempo ne ho preso un altro di ricambio) per rimaneggiarne i cavi.
L'ho affidato alle sapienti mani dell'amico Luca, mio compagno di Enduropedalate e valente radiomodellista (quindi esperto nel maneggiare certi circuiti) affinchè ne accorciasse moltissimo un cavo e ne allungasse l'altro. In questo modo potrei alloggiare il display direttamente DIETRO al cannotto di sterzo, in posizione molto più riparata; inoltre, così facendo, il cavo che va dal cablaggio centrale (solidale al telaio della bici) al display resterebe anch'esso solidale alla bici, e non risentirebbe di "avvitamenti" dello sterzo come successo appunto in Val del Diaol...

Ho rimosso il display, dando nuovamente allo sterzo l'aspetto che compete ad una gagliarda Enduro.
Certo, anche TROPPO gagliarda, visto il colpo d'occhio molto grezzo del tappo della serie sterzo...

Ma a questo ho posto rimedio... :-P

Già che c'ero, ho approfittato per sostituire il cavo del comando remoto del reggisella. Nero non mi piaceva proprio

E poi è venuta la volta del display !!

E' vero, è un po' largo e stona un po' (ma in futuro ho in mente di montare il display C965, a sviluppo verticale, che sembra nato per questa posizione), ma il manubrio ha ritrovato la sua leggerezza
Anche il colpo d'occhio finale, comunque, è molto più da bici che da "pastrocchio elettrico"...


Da vicino la cosa risalta ancora di più

I cavi permettono la sterzata completa in entrambe le direzioni (e anche poco oltre) e il display resta solidale al telaio (ammortizzato da uno strato di neoprene), senza quindi beccarsi tutte le frustate dei movimenti del manubrio, o le sassate e i rami che in fuoristrada arrivano sempre e comunque.

Spero che il meteo mi conceda presto di fare un test.






sabato 13 febbraio 2016

E-Zio upgrade avantreno

Dopo gli upgrade alla trasmissione, e dopo aver decisamente virato verso l'utilizzo Enduro spinto (diciamo downhill senza fretta...) ho cominciato a sentire l'esigenza di un assetto più alto all'avantreno e un'escursione maggiore alla forcella.
Sul mercatino di Mtb-forum ho trovato una buona occasione per una RockShox domain 180.
Alla prima occasione di scendere in garage, ecco il trapianto.

Si comincia a togliere la (bellissima) forcella originale...












... per concentrarci sulla pulizia e sgrassaggio di tutte le piste di scorrimento della serie sterzo.
Un confronto tra il vecchio e il nuovo, anche se da graffi e segni vari il nuovo sembra il vecchio, ahemm... :-)













(ai piedi delle forcelle ci sono alcune piste della serie sterzo, pulite e pronte per il montaggio)

Si passa a ridar forma alla bici...













Una registrazione al precarico di cuscinetti di sterzo e la bici è pronta per il primo test !!












Adesso ha perso quel poco di raffinatezza ed eleganza che la bellissima RockShox Lyriks bianca, coi suoi magnetici steli dorati,le conferiva, ed ha assunto quell'aria ROZZA e cafona di una bici da enduro :-)
Spero di poter collaudare la bestiola il prima possibile in Val del Diaol o su percorsi del genere.
A presto !!!

E-Zio upgrade trasmissione

Corona 32T con denti anticaduta
















Pulegge cambio
















Cassetta pignoni SunRace 10V 11-40
















Catena KMC X10e













Guidacatena fisso per monocorona

lunedì 4 maggio 2015

La Z750 di Marco - parte II -

La moto ha di nuovo preso forma.
Non è definitiva (una moto NON PUO' esserlo, perchè evolve di continuo insieme al suo pilota), ma almeno ha l'aspetto di una moto...

Dunque, visto che la moto, ferma da un bel po', era orfana di batteria, ho pensato bene di dotarla di una gagliardissima unità Li-Ion, leggerissima e potentissima. E' così piccola che ho dovuto imbottire di neoprene il vano batteria...

Poi sono passato a sostituire le tubazioni dei freni con elementi Accossato in treccia metallica. Al posteriore, già che c'ero, ho eliminato una pesante staffa in acciaio (che guidava il tubo) con una leggerissima e poco invasiva clip in alluminio. Il materiale della vite di fissaggio? Che domande...


A proposito di staffe, ho alleggerito la moto ripensando alcuni collegamenti che prevedevano pesanti (e brutte) staffe in acciaio. Queste sono le staffe che sono riuscito ad eliminare; tra staffe e altri ammennicoli, sono oltre 2kg di materiale...

Per la parte più importante (la posture in sella) ho installato degli arretratori pedane e un manubrio basso.


Se per le pedane è adesso tutto perfetto (i piedi stanno proprio dove devono stare, e mi permettono di lavorare la moto con le gambe come si deve), per il manubrio c'è qualche problema, perchè questa postura proprio non mi va giù; seguiranno esperimenti...

Per concludere (per ora) ho guarnito il tutto con ergal e titanio a profusione, anche dove non batte il sole...

E provveduto con un immancabile accompagnamento; adesso Marco e i suoi amori seguiranno sempre questa moto. Serena, manchi tu, sbrighete !!! ^_^

Ecco qua, pronta a ruggire di nuovo !!

E a proposito di ruggire, un pilota d'eccezione le ha fatto fare il suo primo ruggito trentino... :-P








lunedì 20 aprile 2015

La Z750 di Marco - parte I

Marco non c'è più.
Amava la moto, e mi piace pensare di avergli dato il "la" per far sbocciare una passione che già era ben radicata in lui, e che aveva bisogno solo di una piccola scusa per sbocciare.
Gli vendetti il mio vecchio VFR. Così, per cominciare senza impegnare troppi soldi.
Poi passò ad un aggressivo Z750.
Dovevamo anche andare a girare in pista insieme, ma quel giorno non ce la feci, e mi persi la sua prima grattata di saponetta.
Pensavo che tanto ci sarebbero state altre pistate, invece no...

Adesso quella moto è passata a me, perchè me ne prenda cura e la sistemi come ho sempre consigliato a Marco di fare. Niente di stravolgente, giusto due o tre cosette.
Beh, se non altro adesso so che Marco è in garage a farmi compagnia, mentre lavoro.

Bando alle ciance, la moto, dopo un viaggio avventuroso (tra pioggia e vento) arriva a Trento, e già il pilota di casa mostra di apprezzarla molto...

C'è qualche pasticcio elettrico da sistemare, ma alla fine è poca roba...

Smonto tutte le sovrastrutture e parto col classico tagliando: olio, filtri e candele.




Passo alla sostituzione del manubrio con uno ben più leggero, e dalla piega più adatta alla guida sportiva. A Marco lo dicevo ogni volta, e lui ogni volta rispondeva che era meglio che lo facessi io, che sapevo dove mettere le mani. Avrei preferito doverlo fare in circostanze diverse, vabbè...

Ecco il nuovo manubrio

Ho finito il tempo a mia disposizione, devo salire in casa.
La Z dorme in garage accanto all'Uccellone. Avrebbero dovuto girare in pista insieme...


Alla prossima





VTR1000F '03 (pt.3: avantreno)