martedì 24 marzo 2015

E-Zio - test e set-up

Prosegue lo sviluppo della mia E-Bike.
Trattandosi di una Rose Uncle Jimbo (detta appunto anche "Zio Jimbo"), ho deciso che si chiamerà "E-Zio", ahemm...
Freddure a parte, concentriamoci sulla mera tecnica.
Venerdì 20/03/2015 è arrivata la batteria.
Un IMMENSO grazie ad Alcedo: sono riusciti a confezionare una batteria su misura in tempo record, giostrandosi oltretutto con le geometrie bastardissime che il telaio Rose UJ impone.
Ecco l'oggetto di tanto lavoro, un capolavoro di minaturizzazione in 48V con 520Wh nella pancia

Ed ecco la bici completa; il portaborraccia, per ovvii motivi, l'ho posizionato sopra al piantone orizzontale.

Installo la batteria sulla bici, procedo alla prima accensione e mi metto subito a smanettare sulle configurazioni di base, gestibili dal display di bordo tramite la pulsantiera di comando; col manuale a corredo si fa tutto in 3 minuti; più semplice di così è impossibile.
Una volta effettuato il set-up di base, attacco il cavo di programmazione Alcedo al PC e mi metto a smanettare più profondamente sui settaggi della centralina. Un sentito grazie ai ragazzi del forum jobike.it, dove ho scovato moltissimi interessanti spunti.

La prima cosa che si nota è quanto si possa modifcare il carattere del Bafang agendo sulle regolazioni !! Settando i vari parametri si riesce a ottenere una risposta diluita e dolcissima come anche pronta e aggressiva; il motore cambia faccia con due click
Queste le schermate di programmazione, che ho via modificato per diminuire i delay fino al valore per me ottimale


Dopo alcune rifiniture al set-up, sono riuscito a ottenere una risposta al pedale assolutamente perfetta, tanto che non sembra quasi nemmeno di avere un motore, ma semplicemente due gambe bioniche; l'esperienza pedalatoria è naturalissima e istintiva, non serve assolutamente riparametrarsi per venire incontro al comportamento del motore, ma è il motore che risponde al pedale esattamente come verrebbe intuitivo pensare. Davvero eccellente !!

Avendo poco tempo, non ho potuto effettuare un test abbastanza lungo da valutare l'autonomia, ma mi sono concentrato sul valutare la resa "in marcia normale" (confrontandomi quindi su percorsi sui quali ho già dei riferimenti precisi) e i limiti del motore, per capire cosa riesce a fare questo mostriciattolo.
Teatro della prima prova è stato un tratto in salita (12-13%) di circa 5 km, su una strada che porta in cima al Monte Gazza, tratto che faccio spesso. Muscolarmente, arrivo al primo punto di stop, in cui mi fermo a prendere fiato, in circa 34 minuti e arrivando in condizioni pietose. Col BBS, usando i livelli di assistenza da 1 a 3, e molto raramente 4, sono arrivato sù in 25 minuti netti e con molto più fiato a disposizione. OTTIMO.
Fatto questo, mi sono buttato a capofitto sui sentieri più tosti delle mie parti, quelli dove io e i miei amici ci fermiamo sempre a spingere perchè scoppiati; si parla di tratti in fuoristrada abbastanza smosso, con pendenze anche oltre il 25%. Ebbene, nonostante la cadenza di pedalata non fosse perfetta (il rapporto finale più corto è un 32-36, contro il 22-36 della configurazione muscolare), il motore mi ha portato fino in cima; la vera preoccupazione, adesso, è di non impennare e di valutare molto rapidamente dove mettere le ruote, perchè adesso la velocità di ascesa è praticamente raddoppiata (e di conseguenza sono dimezzati i tempi di reazione). MOLTO BUONO.
Una volta tornato a casa, ho provato a fare una bella rampa che ho davanti a casa mia, per eliminare la variabile del terreno e capire le capacità arrampicatorie del motore.
La rampa è questa; NOTA: l'ho affrontata senza rincorsa.

Fatta in modalità di assistenza 9 (il massimo), il motore non si è nemmeno accorto della salita...
Ecco, vista dall'alto rende meglio l'idea...

Insomma, sono davvero soddisfattissimo del risultato; forse potrei desiderare un rapporto finale ancora più corto, ma è solo perchè adesso mi si sono aperte frontiere di fuoristrada che prima mi erano totalmente precluse (ed è roba più da capra di montagna che da bici)
NOTA:
Il cut-off sui freni, una volta programmato bene il motore, è praticamente inutile (anche perchè in discesa imposto il livello 0, i cui non ho spinta dal motore), mentre quello sul cambio è GODURIA PURA !!! Le cambiate sono dolcissime e morbide, l'interruzione di potenza è forse un pelo lunga, ma meglio così che avere un innesto brusco a metà ingranamento. Insomma, mai una grattata, mai un deragliamento, mai un rumoraccio dalla trasmissione. Che dire? Il BBS può lavorare anche con corone da mtb (32 e anche meno) senza problemi, e va alla grandissima !!!

Come detto, ho fatto solo una ventina di km, ma tutti tostissimi (circa 1000m D+) provando i limiti del sistema (anche assistenza 9) sui tratti più cattivi delle mie parti, e sono arrivato al punto in cui la terza tacca inizia a lampeggiare,

Suppongo che corrisponda grossomodo alla metà dell'autonomia, confermando un consumo intorno ai 10Wh/km, ma confido che col caldo (e quindi con un miglio rendimento della batteria) e un maggior allenamento (grazie al quale posso chiedere meno assistenza), si possa scendere intorno agli 8Wh/km, che corrisponderebbero a circa 65km di autonomia teorica con un dislivello medio del 10%. Al momento ritengo di avere circa 50km nella batteria, ma potrò verificarlo solo alla prima uscita lunga. Spero nel meteo del prossimo weekend.
E dopo tante chiacchiere, vi presento E-Zio !!!








Un doveroso ringraziamento a chi ha reso possibile tutto questo:
ALCEDO Italia (http:\\www.alcedoitalia.it)
VitaminaBC (http://www.vitaminabc.it)
PBike Store (http://www.pbikestore.com)
Glam Sport (http://www.glamsport.it)
PT Motors Bike (http://www.webalice.it/paoletiziano/PT_MOTORS_BIKE.html)
MTB-Mag Forum sezione E-Bikes 
Jobike Forum (http://www.jobike.it/forum/)

Saluti elettrizzanti a tutti !!





lunedì 16 marzo 2015

Lo Zio elettrico !!

In questo post parlerò di meccanica e di motori applicati alle due ruote, come al solito.
Sì, ma lo scenario è completamente diverso.
Il mezzo non è più una moto ma una gagliardissima mountainbike.
Il motore non è termico ma elettrico.
Che poi... motore? Che c'entra un motore su una bici?

Ecco, cominciamo dall'anno scorso, quando la passione per il pedale fuoristrada, sopita da anni, è tornata prepotentemente alla ribalta. Che diamine, abito sul fianco del comprensorio della Paganella, ho intorno a casa mia km e km di splendidi sentieri e maestosi paesaggi... privarsene sarebbe un sacrilegio !!
Ecco che dopo un passaggio intermedio, con una bellissima Focus FS Cypress 1.0...


..ho deciso di passare a qualcosa di decisamente più battagliero, per affrontare con fiero cipiglio i tosti percorsi che le montagne trentine offrono: un'occasione propizia, e un mezzo colpo di testa, e mi sono portato in garage un Uncle Jimbo della tedesca Rose, un vero schiacciasassi da enduro.

OVVIAMENTE non potevo lasciarlo com'era, e via di modifiche; manubrio, dischi freno, manopole, ecc...
Ecco che già il bestione diventa così:


Solo che... non bastava. Mancava qualcosa per rendere totalmente godibile l'esperienza ciclistica con questo mostro da fuoristrada. Ci voleva un motore.
Dopo molte ricerche in rete, ho definito l'opzione che ritenevo migliore; il kit Bafang BBS messo a punto dagli appassionatissimi e ultracompetenti ragazzi di Alcedo Italia (www.alcedoitalia.it)



E' un motore validissimo, pastoso e "presente", che si innesta al posto del gruppo pedali standard. Ha il solo problema che, per via della sua larghezza, porta la corona molto all'esterno, peggiorando di molto la linea catena (che quindi tende a saltare). Bafang propone una corona da 46 denti scampanata, e Alcedo riesce a proporre una bellissima corona scampanata da 41T. Bello, ma non abbastanza corta per risultare idonea all'uso in fuoristrada. Ci voleva qualcosa di più radicale.
Ma andiamo per gradi...

Tutto comincia venerdì 7 marzo, quando mi sono recato direttamente da Alcedo a Cesena; non prima di aver tolto, la notte prima, pedali e catena allo Zio Jimbo...


Qui la bici è passata nelle sapienti mani di Marco, titolare di Alcedo Italia, che comincia subito a tagliare quello che andava tolto (l'attacco ISCG) e a piazzare il motore.


Dopodichè è stato fatto uno scan del telaio, con la sospensione posteriore aperta e chiusa, per valutare lo spazio disponibile per la batteria, il cui simulacro viene realizzato tagliando una basetta di polistirolo. Ingegnoso e pratico...



Alla fine dei lavori, Marco prepara l'innesto per la batteria (che arriverà in un secondo momento)e  mi manda a casa.
E qui comincia il "Dr. Ergal Show"... :-)
Innanzitutto approfitto per smontare tutta la bici per pulire ogni componente, poi comincio a sistemare i cablaggi del motore.
Per prima cosa, i cavi che escono da sotto il motore vengono protetti con un corrugato da edilizia, di quelli che si mettono nelle tracce dei muri per i fili elettrici. In questo modo saranno protetti da sassi, fango e tutto quello che la ruota posteriore può sparare.



Per fissare la corona, ho progettato un attacco (detto in gergo "spider") che mi permetta di collegare le classiche corone da mtb (girubulloni 104mm), portando la linea catena più vicina possibile alla mezzzeria della bicicletta.

Questo è lo spider montato, con la corona 32T montata sulla guarnitura "muscolare"



Da quest'ultima foto si vede come la linea catena risulti ottimale sul quarto pignone. La cosa potrebbe già essere accettabile (le ultime guarniture monocorona 1x11 prevedono proprio che la catena spazi per 11 rapporti, e che quindi lavori molto inclinata man mano che si allontana dalla mezzeria del pacco pignoni), ma per migliorare l'allineamento catena coi rapporti corti (che sono quelli che uso maggiormente, visto l'utilizzo prettamente offroad della bici) decido di intervenire sulla trasmissione in modo drastico...

Smonto il pacco pignoni...

 ...e rimonto il tutto togliendo un pignone (il 17T) per realizzare un pacco 9v. Il pignone tolto lo uso come spessore, così da portare più all'esterno il pacco pignoni.


Già che sono con la ruota in mano, sostituisco il copertone posteriore, già a mezza vita, con uno avente sezione maggiore (2,35 invece di 2,10), così da beneficiare di maggior trazione sullo sterrato.
I componenti sono stati puliti e ingrassati, cambio compreso.

Nel frattempo ho cablato tutto il wiring sul manubrio, installando il display, la pulsantiera per selezionare i 9 livelli di assistenza del motore, e gli switch di cut-off per il freno posteriore e il cavo del cambio (per interrompere l'alimentazione, e quindi la coppia motrice, durante la cambiata, così da evitare strappi alla trasmissione).
Al forcellone ho installato il sensore per il tachimetro/contakm.


Piccola chicca: al rimontaggio della ruota posteriore ho installato il nuovissimo e bellissimo perno che mi ha realizzato il buon Tiziano di PT Motors Bike. Splendido e lineare, e senza l'odiosa levetta di serraggio (io serro con chiave dinamometrica, non con una leva...), che tra l'altro avevo pesantemente abraso in una caduta, ahemm...
Rimontato il cambio, ho montato la catena e il deragliatore anteriore (che adesso funge solo da pattino antideragliamento, e non è collegato a nessun comando)


 In attesa della batteria, ho portato la bici su alcune strada in salita (12/14%) e alcuni sentieri intorno a casa, per testare la trasmissione e capire come lavora. al momento va tutto bene: la catena non deraglia, non si impunta, e la ciclistica lavora molto bene. la minor luce a terra, almeno per i salti che faccio io, non è un problema.





A metà settimana dovrebbe arrivare la batteria. A quel punto ci saranno da fare i settaggi di elettronica e poi ci sarà solo che pedalare e pedalare.
Alla prossima puntata !!!

VTR1000F '03 (pt.2)