domenica 10 maggio 2020

Montana N7370 - Display Sport

Finalmente è arrivato l'ultimo upgrade del mio progetto.
Dopo il nuovo assetto ed i freni potenziati (Magura MT7 con dischi 223-203), carbonio, ergal ecc ecc ecc, mancava acora un display piccolo e minimalista, più adatto all'utilizzo enduro a cui ho destinato la bici. Il display Newen "Classic" in dotazione alla bici è carino e ricco di informazioni, ma troppo ingombrante e vulnerabile.

Avevo pure già incrinato il display in una caduta, nonostante lo avessi già posto in una posizione protetta, dietro lo stem...


Un downgrade era dunque indispensabile per l'enduro; la Newen, che fornisce la power-unit della bici, ha diverse soluzioni per i display, dal Classic, al Comfort (più ricco di informazioni) allo Sport, minimalista e adatto alle bici che non devono avere fronzoli

Terminato il lock-down ho potuto finalmente ritirare il minidisplay Sport (CSI), comprensivo di cavo di collegamento al motore.
Già, perchè dovevo cambiare anche il cavo.
Il sistema Brose-BMZ ha tre cavi che partono dal motore (che incorpora la centralina): uno per il display, uno per il sensore di velocità e uno che va alla batteria. Purtroppo il display Classic e gli altri display non sono direttamete intercambiabili, ma bisogna prima sostituire anche il cavo che parte dal motore.


Lo spazio nella culla motore, però, è davvero risicato, e per lavorare correttamente è necessario rimuovere motore e batteria.
Comincio a smontare i pezzi dalla bici...



La bici così è PARECCHIO alleggerita... :-D


Ne appprofitterò, col motore in mano, per pulirlo come si deve (lo spazzolino serve per arrivare nei punti più nascosti)

Una volta smontato motore e batteria, e liberata la bici, la sostituzione del cavo è semplicissima.
Prima di rimontare il motore nella culla, ingrasso un po' tutto e ripulisco il carter esterno in carbonio



Prima di rimontare il motore ho pensato di sostituire i dadi di fissaggio originali (con rondella zigrinata) con dadi autobloccanti e rondelle piane: al momento dello smontaggio del motore i dadi non erano serrati come mi aspettavo, cosa che mi fa pensare che potessero allentarsi nell'uso intenso. Inoltre la zigrinatura danneggia la vernice. Con i dadi autobloccanti il motore resterà fisso al suo posto.


Rimontato il tutto, il manubrio si presenta pulito e in ordine



E anche il colpo d'occhio della bici intera ne guadagna, senza il vecchio display fissato con le fascette all'obliquo



Dopo un primo giro di prova, però, ho avuto qualche impaccio nel manovrare il comando del reggisella. Inoltre la visibilità non è il massimo, e per vedere i dati bisogna comunque distogliere lo sguardo da dove si sta andando. E  in discesa in mezzo ad un bosco può essere un problema
Ho deciso quindi di spostare il display vicino allo stem, in stile display Shimano. Il supporto l'ho realizzato io in stampa 3D
Il dispay funge anche da pulsantiera (per questo viene montato accanto alla manopola sinistra). In questo modo è scomodo azionare la pulsantiera per variare le assisenze, ma in effetti io uso pochissimo questa funzione (faccio praticamente tutto in Eco), i dati sono tutti a portata di sguardo ed il display stesso è un po' meno sporgente quindi più protetto


Mi scuso per le foto: il mio cellulare ha una fotocamera penosa... :-P

Grazie infinite a Glamsport (www.glamsport.it) per il supporto

domenica 1 dicembre 2019

Pimp My Ride "Cecio Edition"

Stavolta non si tratta di me.
Eh sì, stavolta il mio smisurato ego cede il passo all'amore paterno, e all'orgoglio di un babbo che vede il suo bambino chiedere il suo primo intervento di tuning.


Facciamo un passo indietro.

Per il suo decimo compleanno, regalo a Francesco una nuova bici, perchè la sua cominciava ad andargli stretta. Beh, nuova... usata, ma messa benino; una gomma nuova, una sistemata al cambio e ai freni e ci siamo.
Eccola qua, una fiammante Rockrider 520 24"



Carina, ben fatta, ma... già... c'è un ma. Francesco guarda la sua bici, poi guarda le mie e mi dice "babbo, voglio anch'io una bici superpimpata come le tue!!"
Potevo io restare indifferente di fronte a cotanta richiesta? :-)
Allora ho pensato che un bel freno a disco avrebbe dato più "sprint" alla bici.
Per fortuna la forcella, equipaggiata con freni V-Brake, ha anche attacchi IS per freni a disco.



Mi metto quindi in cerca di un disco e un impianto, e di una ruota compatibile.
Grazie all'amico Marco di Glamsport (www.glamsport.it) riesco a recuperare il materiale mancante (la ruota anteriore da 24" con attacco a 6 fori per il disco), e comincio il montaggio.










Un montaggio liscio, facile facile, ma l'impatto è notevole: adesso la bici frena da paura, e Francesco si diverte a fare impennare il posteriore, e si sente più grande e più fico :-)




Il prossimo step?
Chi lo sa! Quando cominci col tuning non sai mai dove si va a finire. L'unica cosa sicura è che... non si finisce mai ! :-D

domenica 3 novembre 2019

e 29 sia !!!

Eh già... alla fine anche io ho ceduto alla moda imperante delle ruotone... ☺
Un amico aveva un treno di cerchi 29 fermi in garage. Conoscendo la mia smania di tuning mi ha proposto di installarle sulla bici, giusto per vedere come va.
Non che la mia bici andasse male col 27,5+, intendiamoci, ma sono un curiosone di natura, e non mi tiro mai indietro se c'è da sperimentare (o inventare) qualche upgrade.
Questo mio amico, così come tanti altri con cui esco in bici, non faceva altro che decantare le lodi di questo formato dicendo quanto fosse miracoloso, quindi ho deciso di provare.
A dirla tutta, era un po' che effettivamente stavo cominciando ad accusare l'effetto "hovercraft" dei gommoni, quindi un tentativo lo facevo ben volentieri.
Dunque, all'anteriore nessun problema: la forcella ospita tranquillamente sia 27,5+ che 29, mentre al posteriore non è possibile in quanto l'archetto superiore del carro limita lo spazio.
Di seguito una foto con il 27,5+ e una col 29
27,5+


29



E vabbè... vorrà dire, mi sono detto, che farò uno di quegli ibridi 29-27,5+ che vanno tanto di moda, specie tra le nuove ebike enduro (vedi la spledida YT Decoy, o la gagliardissima Fantc XF1 Integra)
Installata la ruotona anteriore, la bici si presentava così:

Appena fatte due pedalate, sono rimasto DELUSO: la bici sembrava un camion, dura e legnosa da far svoltare e poco intuitiva. Pedalarla era poco gustoso, però in discesa sui gradoni si percepiva nettamente la migliorata capacità di scavalcare gli ostacoli.
Insomma, troppa avancorsa, e piantone sella troppo all'indietro. Però c'era del buono, sotto; valeva la pena approfondire la cosa.
Vista la scarsa luce a terra della bici (rispetto alla mia vecchia Rose con Bafang, il mc della Montana è più basso di oltre 25mm), ho pensato di fare una follia: allungare l'ammortizzatore per aprire il carro, alzare il mc e chiudere gli angoli del piantone sella e forcella.
Ho trovato un'occasione con un X-Fusion O2 Pro RL da 210mm, contro i 200 dell'ammo di serie.
Installandolo, il mc si è alzato di 20mm tondi (in questo ha aiutato anche la 29 ant, che ha alzato il mozzo di 8mm), e la bici è tornata guidabile e più agile di avantreno.
Inoltre, la mia smania di gigantismo mi ha fatto propendere per un bel discone da 223 all'avantreno; con la maggiore inerzia del 29, ho pensato che sarebbe stata una buona idea. Ecco quindi arrivare un bel discone Galfer fisso da 223. Avrei voluto il bat-fly flottante, ma il budget è quello che è...
Ecco alcuni scatti





Confesso che ero un po' titubante. Lo sterzo adesso era di nuovo neutro come volevo io, ma come si sarebbe comportata la bici col mc così alzato? Si sarebbe ribaltata al primo ripidone? Sarebbe stata nervosa come un cavallo imbizzarrito?
Ebbene, al primo test sui miei trail di casa (googlate "Terlago Enduro" per capire di cosa si tratta) la bici si è TRASFORMATA !! Sembra galleggiare sopra gli ostacoli, come se adesso i consueti pietroni dei miei trail conosciuti fossero 20cm più bassi; passa sopra ad ogni ostacolo con molta più rilassatezza, sia in discesa che in salita. I rock garden sembrano meno accentuati, e la bici ci galleggia sopra con più leggiadria.


In curva, poi, l'avantreno sembra un ARATRO: scava per terra una traiettoria molto più solida di prima, e ti senti molto più tranquillo a forzare buttando giù il manubrio. L'avantreno così granitico ti invita a osare, a fidarti di più, a spingerti più avanti per caricarlo ancora di più. PAZZESCO !!
Pedalarla sul "tranquillo" è ancora più piacevole: il timone della ruota anteriore sembra ancora più granitico, e la bici dà l'impressione di scorrere, di fare strada con più facilità.



Sui ripidi ho trovato la stessa bici di prima, ma con ancora maggior capacità di assorbire i drop, come se adesso fossero meno accentuati. E sterza con la stessa naturalezza e sveltezza di prima.
Ma con più solidità.
Sui pietroni, poi, una meraviglia: dove prima zappavo con pedali e sottoscocca, adesso passo senza patemi e senza toccare. Spendido.
A tutto questo va poi aggiunta la congenita capacità del 29 di prendere e mantenere velocità: la bici accelera bene e tiene velocità sul flow, scorrendo splendidamente.
La bici ora è più alta, forse un pelo meno amichevole; chiede di essere guidata facendola scorrere di più, ma ripaga con una precisione e sicurezza davvero notevoli.
Insomma, questa ruotona da 29 ha fatto un miracolo, molto più di quanto mi aspettassi. La mia Montana sembra un'altra bici !!
Più moderna, più precisa, più solida, più "cavallo di razza"

Posso dire una sola cosa: fino a due settimane fa mi stavo guardando in giro per cercare una nuova bici; adesso ne sono così innamorato che non intendo minimamente cambiarla.

Eccola qua, la mia NUOVA Montana. Da N7370 (modello di serie), è diventata una... boh... N7379? :-D




Adesso resta solo da sostituire il display Classic con il display Sport, così da togliere quel televisore di serie (nascosto dietro il cannotto per proteggerlo dagli urti)

Alla prossima !!

sabato 5 ottobre 2019

Un problemino allo sterzo...

Mi era parso di avvertire una certa sensazione di "vaghezza" all'avantreno durante il mio ultimo giro... :-D
Praticamente mi si era rotto il ragnetto di fermo della serie sterzo!!

Una rottura alquanto inusuale, ma visto l'uso estremamente intenso che riservo alla bici, unito alla mia ancora scarsa capacità di guida, non è improbabile che la ciclistica sia stata usata un po' troppo oltre quello per cui è stata progettata.
Vabbè, poco male; ne approfitto per una bella revisione allo sterzo, che dopo due anni ci vuole tutta

Ho smontato la ruota anteriore ed ho appoggiato la forcella su un supporto; in questo modo, una volta allentato lo stem, evito che la forcella mi cada per terra e posso lavorare con calma e tranquillità.



Una volta rimossa la forcella avrei potuto fare come la stragrande maggioranza dei meccanici che ho visto, che consigliano di piantare il ragno con una robusta martellata. La cosa in effetti ci sta, visto che in fondo si tratta di una molla a tazza di acciaio armonico, ma le mie pippe da progettista meccanico mi hanno fatto optare per una soluzione più da nerd...

Ho preso una barra filettata e l'ho fermata sul fondo della piastra di sterzo con delle robuste e larghe rondelle, mentre con la pistola termica da cuscinetti ho scaldato il cannotto per farlo dilatare quel tanto che serve per far entrare con maggior dolcezza il ragnetto.

Una volta inserito correttamente il ragnetto, una pulita e bella ingrassata al cannotto prima di reinserirlo sulla bici.

Et voilà !!

Per concludere, uno stem più corto (35mm in luogo dei 40 originali) ed un rinnovato supporto per la pulsantiera remotata al centro, per pulire il manubrio e proteggere display e pulsanti dagli urti dell'Enduro.



Ecco la bici finita, ed ecco l'elenco delle modifiche eseguite FIN QUI (eh già, perchè le modifiche non finiscono mai... :-p )




Ugrade forcella (da 160 a 180mm), con token aggiuntivo
Ammortizzatore Monarch Plus Debon Air RC3
Dischi Hope 203
Freni Magura MT7
Stem 35mm
Cerchi Dt Swiss 1900 tubeless (con valvole tubeless in ergal rosso)
Remotazione display e pulsantiera
Carter motore in carbonio con guidacatena
Corona 30T Raceface
Viteria ergal e titanio

Il portabici non è un portabici vero e proprio, ma il supporto della mia vecchia chitarra elettrica, riadattato allo scopo :-D

martedì 20 novembre 2018

[RECENSIONE] Nuovo cambio 10-11-12V Sunrace

Il colosso orientale Sunrace ha recentemente presentato un'interessante novità sul fronte delle trasmissioni.
Da qualche anno conosciuta e apprezzata per la linea di pacchi pignoni efficienti e robusti, ha introdotto sul mercato un deragliatore "modulare",  capace cioè di servire indifferentemente pacchi pignoni da 10,11 e 12 velocità.
Pregio di non poco conto è il fatto che è stato sviluppato per lavorare sui nuovi mega pignoni da 46 e 50 denti delle mtb di ultima generazione.
Sunrace è conosciuta per prodotti onesti, magari non leggerissimi, non all'ultimissima moda, ma affidabili e robusti e dal rapporto qualità prezzo invidiabile. Ecco, i prodotti oggetto di questa recensione seguono il medesimo filone, la cui fiolosofia trova perfetta rispondenza nel mondo delle e-mtb, in cui la lotta al grammo non è importante quanto lo è invece la ricerca di affidabilità e robustezza, e sinceramente... anche nella mia personale visione della mtb.

Si tratta per la precisione dei seguenti prodotti:
Comando cambio trigger SUNRACE DLMS230 MS 10 velocità
Cambio posteriore deragliatore SUNRACE RDMS30 10 11 12 velocità ACCIAIO

Il deragliatore si può avere in tre versioni, che differiscono sostanzialmente per il materiale della gabbia (acciaio, alluminio e carbonio).
Io ho optato per la versione base, con gabbia in acciaio.
Con un esborso totale di 58€ (40 per il deragliatore e 18 per il manettino), si è pronti per cominciare.

Innanzitutto, perchè sostituire il deragliatore?
Semplice; la bici in oggetto è una vecchia e gloriosa enduro da 26" che 4 anni fa trasformai in e-mtb con un kit Bafang. Per via del progetto vecchiotto (2012), la bici nasceva con un pacco pignoni 11-32, e mal digeriva aumenti importanti di dentatura. Sono arrivato ad un 42, ma con grossi compromessi e modifiche non indifferenti nell'assetto del cambio (downgrade da 10v a 8v, modifica del braccetto di leva del cambio, ecc ecc ecc), come potete vedere in questo post.
Dopo l'avvento in garage di una nuova ebike nativa, ho deciso di ripristinare la vecchia mtb per avere una bici da Bike Park e per farmi ogni tanto delle pedalate "muscolari"; ho deciso perciò di modificare i rapporti e installare una trasmissione monocorona 30T con pacco pignoni (sempre Sunrace) 11-46 10V.
I problemi nascono proprio da qui, in quanto il deragliatore Shimano XT di serie non riesce a servire una denatura così importante, e comincia ad essere in difficoltà già quando deve salire sul 40T (foto seguente).


Anche con la vite di registro a fondo corsa non si riesce a risolvere definitivamente, e nemmeno mettendone una più lunga.
La prolunga del forcellino è spesso una buona soluzione, ed anch'io l'ho adottata, ma ho notato che ma nell'enduro più cattivo diventa un limite in quanto rende l'insieme più debole (il forcellino flette di più) e porta il deragliatore molto in basso, rendendolo più esposto agli urti.
Ecco quindi il motivo della sostituzione; il prezzo vantaggioso è un ulteriore incentivo.
Il mio rivenditore di fiducia (GLAMSPORT) mi ha fatto avere il tutto in pochi giorni.
Meglio di Amazon... :-)

Il deragliatore si presenta molto bene, con un aspetto bello curato e piacevolmente "tecnologico". Scaricato sul braccetto per essere leggero, ma non troppo per poter avere "carne" a sufficienza per essere resistente. Si piazza grossomo a metà tra il corpoluento e massiccio SRAM ed il "tonico" e asciutto Shimano.
A differenza di Shimano, il freno del deragliatore non è agevolissimo: la leva, rossa, è piccola e un po' nascosta. La cosa è un vantaggio in off, perhcè protetta dagli urti e dallo sporco, ma insomma... quello di SHimano è più agevole, ecco.





 Curiosa la puleggia di rinvio del cavo di comando, pensata per isolare il tiro del cavo sul braccetto di comando e rendere la cambiata più precisa (l'idea è quella di "disperdere" meno precisione isolando la zona di tiro, rendendo il tutto più rigido).


Il manettino, contrariamente al deragliatore, non fa una grande impressione: leggerino, minuto, sembra più un giocattolo che un comando "serio".
Il feeling alle leve è molto leggero, e non regala una gran sensazione di precisione, così a primo acchito.
Il montaggio è facile (come è ovvio; stiamo parlando del deragliatore di una bici, non di un acceleratore di particelle...), la regolazione dei fine corsa tramite le classiche vitine è immediata e pratica; il passaggio del cavo sulla puleggia richiede un minimo di impegno, ma roba di poco.
Una volta serrata la vite di bloccaggio, e sottoposto quindi il manettino al tiro della molla del deragliatore, ecco che il feeling al dito si fa più sostanzioso, ma sembre tendenzialmente leggero, e le cambiate avvengono con discreta precisione (ricordiamo sempre che non è un prodotto top di gamma) e soprattutto con piacevole "smoothness", come dicono gli inglesi.
E' quella sensazione che si può tradurre in "pugno di ferro in guanto di velluto"; si avverte proprio che il passaggio di pignone avviene in maniera netta e robusta, ma allo stesso tempo con un tocco dolce e controllato. In tutto questo, il manettino offre un feeling in discesa davvero gasante, con una corsa ridottissima e leggera alla leva corta che rende la cambiata una vera schioppettata; al contrario, in salita la sensazione è meno gradevole in quanto la corsa della leva è abbastanza lunga e soprattutto non uniforme, ossia con una prima parte meno "sostanziosa" con un irrobustimento del tiro verso fine corsa. Fatta l'abitudine a questo, però, resta su tutto un cambio efficace, bello robusto e tetragono a qualsiasi sollecitazione.
Anche le cambiate brutte, quelle in pieno tiro in salita (sì, insomma, quello che non si dovrebbe fare) vengono digerite molto bene, quasi col silenziatore.

La gabbia in acciaio, a dir la verità un filo ingombrante (con incroci forti, la catena tende a toccare e sfregare leggermente), è robustissima, forse persino troppo (meno elastica è la gabbia, più sollecitato è il forcellino), e riflette la filosofia di base di questo prodotto, che non cerca la leggerezza assoluta.

Il collaudo è avvenuto sulla salita che da Andalo porta verso la cima della Paganella, con discese su alcuni dei trail del Paganella Bike Park.
L'idea era quella di unire una salita lunga, su terreno anche scassato e con alcuni strappi ripidi, per poi scendere su trail molto impegnativi dove verificare la tenuta del freno del deragliatore e la robustezza a salti e botte varie.
In quattro parole, bella salita, splendida discesa.


Ecco, nonostante le strapazzate in discesa, non ho mai avvertito il minimo calo di precisionem ed il cambio è rimasto sempre silenzioso e imperturbabile.

Tirando le somme, questi nuovi prodotti Sunrace sono un'alternativa davvero valida ai competitor di mercato, e vantano un rapporto qualità prezzo e prestazioni/prezzo di assoluto rilievo.
Non è il prodotto per i grammomaniaci, nè per i patiti della precisione assoluta, ma è mirato per chi bada al sodo e vuole un compagno di trincea per le escursioni più cattive, in cui non si deve badare a troppe sottigliezze.
Insomma, lo si monta e ce lo si dimenica, pensando solo a pedalare e a buttarsi nello scassato.

E in più (considerazione personale), è davvero bello :-)

VTR1000F '03 (pt.2)